Sito Ufficiale della Provincia di Imperia - mercoledì 24 aprile 2019
Home Provincia di Imperia
Home Area riservata
design
Progetto dispersione
designdesign
design
-----------
La dispersione scolastica e formativa è oggi, soprattutto nella nostra provincia, un problema presente e molto rilevante, come testimoniano i dati a livello nazionale che dimostrano come il tasso di dispersine sia il più alto d’Europa ed è nell’ordine del 30% nella fascia di età 14-19 anni, mentre il tasso medio europeo è inferiore al 20% e quello tedesco al 10%.
I processi di riforma, che hanno caratterizzato gli ultimi anni, hanno avuto come obiettivi da un lato una maggiore integrazione tra le varie tipologie formative e dall’altro la lotta alla dispersione scolastica e formativa.
Il Vertice di Lisbona prevede il raggiungimento entro il 2010 dei seguenti obiettivi:
  • 85% dei giovani di 20 anni dovrà conseguire un diploma di istruzione o formazione o qualifica professionale;
  • il tasso di partecipazione degli adulti all’istruzione e alla formazione dovrà aumentare del 30%;
  • il numero di aziende italiane che dedicano un preciso investimento alla formazione dovrà crescere del 30%;
  • il tasso di abbandono scolastico nella fascia di età 14/19 anni dovrà essere dimezzato.
Se si prova a sintetizzare la legge 53/2003 definendola per punti emerge:
  • diritto-dovere di istruzione e formazione fino a 18 anni;
  • centralità dell’alunno;
  • flessibilità e personalizzazione dell’insegnamento;
  • differenziazione dei percorsi dopo la conclusione del I ciclo;
  • coinvolgimento delle famiglie;
  • interventi compensativi per gli alunni con disagio;
  • la diffusione dello stage e dell’alternanza scuola-lavoro.
Questi punti sottolineano sempre più l’esigenza di sviluppare forme di raccordo ed integrazione tra istruzione, formazione e lavoro e di potenziare le azioni di prevenzione dell’esclusione formativa dei giovani meno propensi all’apprendimento teorico e decontestualizzato.
 
La riforma Moratti sottolinea i seguenti punti:
 
Art. 1
comma 3
Per la realizzazione delle finalità della presente legge, il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca predispone, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge medesima, un piano programmatico di interventi finanziari, da sottoporre all’approvazione del Consiglio dei ministri, previa intesa con la Conferenza unificata di cui al citato decreto legislativo n. 281 del 1997, a sostegno:
        a) della riforma degli ordinamenti e degli interventi connessi con la loro attuazione e con lo sviluppo e la valorizzazione dell’autonomia delle istituzioni scolastiche;
        b) dell’istituzione del Servizio nazionale di valutazione del sistema scolastico;
        c) dello sviluppo delle tecnologie multimediali e della alfabetizzazione nelle tecnologie informatiche, nel pieno rispetto del principio di pluralismo delle soluzioni informatiche offerte dall’informazione tecnologica, al fine di incoraggiare e sviluppare le doti creative e collaborative degli studenti;
        d) dello sviluppo dell’attività motoria e delle competenze ludico-sportive degli studenti;
        e) della valorizzazione professionale del personale docente;
        f) delle iniziative di formazione iniziale e continua del personale;
        g) del concorso al rimborso delle spese di autoaggiornamento sostenute dai docenti;
        h) della valorizzazione professionale del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA);
        i) degli interventi di orientamento contro la dispersione scolastica e per assicurare la realizzazione del diritto – dovere di istruzione e formazione;
        l) degli interventi per lo sviluppo dell’istruzione e formazione tecnica superiore e per l’educazione degli adulti;
        m) degli interventi di adeguamento delle strutture di edilizia scolastica.
 
Art. 2.
(Sistema educativo di istruzione e di formazione)
    1. I decreti di cui all’articolo 1 definiscono il sistema educativo di istruzione e di formazione, con l’osservanza dei seguenti princìpi e criteri direttivi:
        a) è promosso l’apprendimento in tutto l’arco della vita e sono assicurate a tutti pari opportunità di raggiungere elevati livelli culturali e di sviluppare le capacità e le competenze, attraverso conoscenze e abilità, generali e specifiche, coerenti con le attitudini e le scelte personali, adeguate all’inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro, anche con riguardo alle dimensioni locali, nazionale ed europea;
(...)
 c) è assicurato a tutti il diritto all’istruzione e alla formazione per almeno dodici anni o, comunque, sino al conseguimento di una qualifica entro il diciottesimo anno di età; l’attuazione di tale diritto si realizza nel sistema di istruzione e in quello di istruzione e formazione professionale, secondo livelli essenziali di prestazione definiti su base nazionale a norma dell’articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione e mediante regolamenti emanati ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e garantendo, attraverso adeguati interventi, l’integrazione delle persone in situazione di handicap a norma della legge 5 febbraio 1992, n. 104. La fruizione dell’offerta di istruzione e formazione costituisce un dovere legislativamente sanzionato; nei termini anzidetti di diritto all’istruzione e formazione e di correlativo dovere viene ridefinito ed ampliato l’obbligo scolastico di cui all’articolo 34 della Costituzione, nonché l’obbligo formativo introdotto dall’articolo 68 della legge 17 maggio 1999, n. 144, e successive modificazioni
 
(...)
 
 g) il secondo ciclo, finalizzato alla crescita educativa, culturale e professionale dei giovani attraverso il sapere, il fare e l’agire, e la riflessione critica su di essi, è finalizzato a sviluppare l’autonoma capacità di giudizio e l’esercizio della responsabilità personale e sociale; in tale ambito, viene anche curato lo sviluppo delle conoscenze relative all’uso delle nuove tecnologie; il secondo ciclo è costituito dal sistema dei licei e dal sistema dell’istruzione e della formazione professionale; dal compimento del quindicesimo anno di età i diplomi e le qualifiche si possono conseguire in alternanza scuola-lavoro o attraverso l’apprendistato; il sistema dei licei comprende i licei artistico, classico, economico, linguistico, musicale e coreutico, scientifico, tecnologico, delle scienze umane; i licei artistico, economico e tecnologico si articolano in indirizzi per corrispondere ai diversi fabbisogni formativi; i licei hanno durata quinquennale; l’attività didattica si sviluppa in due periodi biennali e in un quinto anno che prioritariamente completa il percorso disciplinare e prevede altresì l’approfondimento delle conoscenze e delle abilità caratterizzanti il profilo educativo, culturale e professionale del corso di studi; i licei si concludono con un esame di Stato il cui superamento rappresenta titolo necessario per l’accesso all’università e all’alta formazione artistica, musicale e coreutica; l’ammissione al quinto anno dà accesso all’istruzione e formazione tecnica superiore;
 
(...)
i) è assicurata e assistita la possibilità di cambiare indirizzo all’interno del sistema dei licei, nonchè di passare dal sistema dei licei al sistema dell’istruzione e della formazione professionale, e viceversa, mediante apposite iniziative didattiche, finalizzate all’acquisizione di una preparazione adeguata alla nuova scelta; la frequenza positiva di qualsiasi segmento del secondo ciclo comporta l’acquisizione di crediti certificati che possono essere fatti valere, anche ai fini della ripresa degli studi eventualmente interrotti, nei passaggi tra i diversi percorsi di cui alle lettere g) e h); nel secondo ciclo, esercitazioni pratiche, esperienze formative e stage realizzati in Italia o all’estero anche con periodi di inserimento nelle realtà culturali, sociali, produttive, professionali e dei servizi, sono riconosciuti con specifiche certificazioni di competenza rilasciate dalle istituzioni scolastiche e formative; i licei e le istituzioni formative del sistema dell’istruzione e della formazione professionale, d’intesa rispettivamente con le università, con le istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica e con il sistema dell’istruzione e formazione tecnica superiore, stabiliscono, con riferimento all’ultimo anno del percorso di studi, specifiche modalità per l’approfondimento delle conoscenze e delle abilità richieste per l’accesso ai corsi di studio universitari, dell’alta formazione, ed ai percorsi dell’istruzione e formazione tecnica superiore;
(...)
Con la legge 144/99, che la 53/03 non abroga, che istituisce l’obbligo, oggi diritto-dovere, di frequenza di attività formative fino al compimento del 18° anno di età, si dà vita ad un insieme di dispositivi finalizzati ad un intervento attivo sui giovani e sulle famiglie per contenere il fenomeno della dispersione e per accompagnare i giovani al successo formativo.
Il comma 3 dell’art.68 della legge 144 affida ai servizi per l’impiego la gestione dell’anagrafe dei giovani e la predisposizione di azioni d’orientamento. Tutto questo implica la mobilitazione di diversi attori per le seguenti azioni:
1.      segnalazione dei “soggetti obbligati”, cioè l’intera platea dei ragazzi tra i 15- 18 anni;
2.      informazione dei ragazzi e delle loro famiglie della natura e delle finalità del nuovo obbligo e delle diverse opportunità formative disponibili sul territorio;
3.      orientamento sulle scelte da compiere;
4.      accompagnamento dei giovani i percorsi scelti, finalizzato al successo formativo.
Soffermandoci sull’orientamento si deve mettere in evidenza soprattutto la sua valenza educativa, non si indica infatti una strada, ma si educa l’individuo a trovarla e ad utilizzare gli strumenti appropriati per percorrerla.
Proprio per tali considerazioni riteniamo fondamentale che il processo di orientamento abbia già inizio dalla scuola, dove diventa sia uno strumento di crescita della persona, di educazione per acquisire competenze orientative, autonomia nella scelta, capacità di autovalutazione delle proprie risorse e competenze, valutazione degli obiettivi e degli strumenti per raggiungere lo scopo, consapevolezza di sé e del percorso intrapreso.
Seguendo la linea poco sopra esplicitata, si deve partire dal presupposto che esso è un percorso, che fa parte di uno più ampio e che a sua volta è suddiviso in altri, che si diversificano a seconda dei bisogni, dell'età e degli obiettivi.
All’interno dei diversi percorsi formativi, gli insegnanti possono far emergere dubbi, disagi, disorientamenti, tutte quelle problematiche che possono portare al grosso problema della dispersione formativa.
La legge 144/99 affida ai Servizi per l’Impiego la costruzione di un’anagrafe in cui figurano i nominativi dei giovani, che devono espletare il loro diritto-dovere alla formazione, e la loro posizione rispetto al percorso intrapreso. Questi dati fanno emergere i numeri di coloro che “non hanno luogo”, che non si trovano in nessuno dei sistemi formativi, di tutti quei “dispersi” che non stanno “capitalizzando un proprio bagaglio formativo e professionale”. Avere però un elenco di nomi è qualcosa di molto sterile, che spesso non permette l’attivazione di un percorso formativo individualizzato. E’ così che allora dall’azione di formazione orientativa si passa al sistema, sulla segnalazione degli insegnanti che individuano il disagio, il rischio di dispersione, prima che quest’ultima concretamente avvenga.
In questo modo con il colloquio individuale di orientamento dal nome si passa alla persona, con i propri problemi di adolescente, con i bisogni espressi ed inespressi, con tutti quei disagi, che se trascurati e cronicizzati, possono portare a problematiche molto più gravi di un dato sulla dispersione formativa.
Dal colloquio di orientamento nasce il percorso individualizzato, che vede l’attivazione e l’integrazione del progetto formativo creato in parte dalla scuola, in parte dal lavoro, per capitalizzare in questo modo sia le competenze di base sia quelle tecnico-professionali.
Attraverso quindi un percorso integrato creato in base ai bisogni formativi della persona, i crediti formativi vengono acquisiti nella scuola ed in azienda durante le ore di tirocinio, che ha valenza orientativa e formativa.
Il progetto vede così una costante integrazione anche nell’organizzazione settimanale di formazione a scuola e formazione sul campo per integrare le competenze.
Questo sistema, al di là del proprio valore orientativo, è diventato anche un'importante occasione per attivare, attraverso diversi protocolli d’intesa, una rete che vede coinvolte le scuole di ogni genere e grado, il mondo della formazione e del lavoro.
design
designdesigndesign
design